Daniele Gessa, nato e vissuto in Sardegna, a Cagliari, fino al 1998. Poi il "Continente" lo ha risucchiato. E Daniele non si è assolutamente opposto. Anzi. Giornalista praticante iscritto al primo anno del master di Padova, ora vive sotto le guglie del Santo. Ma ogni notte sogna la sua isola... Ha fatto la tesi a Cuba, ed è per questo che ama quell'isola. Che non è poi così diversa dalla Sardegna. Basi militari straniere.. palme... clima meraviglioso... gente scura... sole... cultura spagnola... per non parlare della cucina! Anche loro fanno il maialetto arrosto!

Nome: Daniele Guido Gessa
Giornalista praticante, iscritto al master in giornalismo dell'Università di Padova.
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IL TEST DELL'ASSURDO! (O DELL'IDIOZIA)
Una foto di Indro Montanelli sul desktop:
a) chi l'ha messa si crede Montanelli
b) chi l'ha messa ha Montanelli come modello di vita e di scrittura
c) non significa assolutamente un cazzo
Criticare la titolazione di un giornale:
a) chi lo fa crede nei diritti conferitigli dall'articolo 21 della Costituzione
b) chi lo fa ha in testa di inoltrare chissà quale denuncia a chissàchi o di fare chissà quale inchiesta
c) non significa assolutamente un cazzo
Tenere sul proprio pc le foto di due bambini ed essere contemporaneamente omosessuali:
a) aiuto, mamma mia, chiamate la polizia! Mandategliela a casa, seguitelo dappertutto!
b) chi ha le foto ha semplicemente degli amici che hanno appena avuto dei bambini
c) non significa assolutamente un cazzo
Arrivare sani e andarsene via malati di testa:
a) è la vita, bellezza!
b) ahi, che sfiga
c) non fa niente, c'è tutto il tempo per guarire. Fortunatamente. E la malignità di solito si ritorce su chi la propaga. Basta aspettare. Cazzo.
IN ARRIVO! PROSSIMAMENTE...

VIENI ANCHE TU IN MEZZO A NOI!

SADISMO (della serie... c'è chi si spara le seghe pensando alle sofferenze altrui)
Le manifestazioni essenziali di questo disturbo sono ricorrenti e intensi impulsi sessuali e fantasie sessualmente eccitanti della durata di almeno 6 mesi che implichino atti in cui è la sofferenza psicologica o fisica della vittima ad essere sessualmente eccitante. In ogni caso le fantasie e gli atti sadici riguardano attività che indicano il dominio del soggetto sulla vittima (per esempio costringere la vittima a camminare carponi, oppure tenere la vittima in gabbia), oppure l’imprigionamento, il bendare, schiaffeggiare, sculacciare, fustigare, pizzicare, percuotere, bruciare, provocare scosse elettriche, violentare, procurare ferite da taglio, strangolare, torturare, mutilare, uccidere. Nel linguaggio comune il significato di sadismo oscilla tra un atteggiamento violento nei confronti dell’oggetto sessuale e una forma di perversione vera e propria in cui il soddisfacimento sessuale è condizionato completamente dal maltrattamento dell’oggetto sessuale o dalla sua umiliazione. La forma passiva del sadismo è il masochismo ed il tratto più importante di queste perversioni, la forma attiva e quella passiva, si presentano abitualmente insieme nello stesso individuo: un sadico è sempre anche un masochista, per quanto l’aspetto attivo o quello passivo della perversione possa essere più sviluppato. La violenza che si riscontra in queste perversioni è spesso di tipo compensativo, intendendo con ciò la violenza come sostituto di attività produttive in persone impotenti (n. b. la potenza sessuale è solo un tipo di potenza, anche l’uomo che non riesce ad agire è impotente). Infatti l’uomo che non può creare non può far altro che trovare un impulso a distruggere. Secondo Fromm il desiderio di infliggere dolore agli altri non è il punto essenziale, è fondamentale invece il controllo totale e assoluto su di un essere vivente come manifestazione della propria potenza. Le fantasie sessuali sadiche sono facilmente già presenti nella fanciullezza e l’età di esordio è variabile, ma si attua comunemente nella prima età adulta.
Alcuni soggetti con questo disturbo sono infastiditi dalle loro fantasie sadiche, che possono venire ricercate durante l’attività sessuale, ma non vengono messe in atto in altro modo. In tali casi le fantasie sadiche solitamente comportano il fatto di avere il pieno controllo sulla vittima. Altri mettono in atto gli impulsi sadici insieme ad un partner consenziente (che può presentare masochismo sessuale) che si sottopone di sua volontà a dolori e umiliazioni.
Altri soggetti ancora, mettono in atto i loro impulsi sadici con vittime non consenzienti.
Secondo Freud le radici del sadismo si possono trovare facilmente nell’uomo normale, in quanto la sessualità di molti esseri umani di sesso maschile contiene un forte elemento di aggressività, che è appunto il desiderio di dominare. Dunque, secondo Freud, il sadismo non sarebbe altro che una componente aggressiva dell’istinto sessuale divenuta indipendente ed esasperata.
Tale condizione è solitamente cronica nelle sue forme estreme e quando viene praticata con partner non consenzienti, l’attività viene facilmente ripetuta fino a che la persona affetta da sadismo viene arrestata.
Alcuni soggetti possono dedicarsi ad atti sadici per molti anni senza il bisogno di aumentare la necessità di infliggere danni fisici gravi. Solitamente tuttavia la gravità degli atti sadici aumenta nel tempo. Quando il disturbo è grave e quando è associato col Disturbo Antisociale di Personalità e con tratti sadici di personalità, questi soggetti possono ferire gravemente o uccidere le loro vittime.
Tale condizione è solitamente cronica nelle sue forme estreme e quando viene praticata con partner non consenzienti, l’attività viene facilmente ripetuta fino a che la persona affetta da sadismo viene arrestata. Alcuni soggetti possono dedicarsi ad atti sadici per molti anni senza il bisogno di aumentare lanecessità di infliggere danni fisici gravi. Solitamente tuttavia la gravità degli atti sadici aumenta nel tempo. Quando il disturbo è grave e quando è associato col Disturbo Antisociale di Personalità e con tratti sadici di personalità, questi soggetti possono ferire gravemente o uccidere le loro vittime.
Aspettando il risultato delle elezioni in Sardegna... le poltrone iniziano a spuntare come funghi!

A volte il contesto è determinante

UN GRANDE FILM PER LE VOSTRE GRANDI SERATE!


Delaziòne = lat. delatiònem, che ha lo stesso etimo di delatòr, delatore, spia e propr. quei che porta a notizia (v. Delatore). Accusa segreta. - Dicesi pure così dai legali il Delitto di chi, contro il divieto della legge, porta armi (da delàtus, p.p. di deferre che vale anche semplicemente portar seco).
Bologna-Padova, Padova Bologna, ogni giorno. Un'ora e trenta di viaggio. Fuori dal finestrino, un paesaggio ricco e vario.

L'INVIDIA
L'invidioso è un impotente incapace di rassegnarsi.
Gervaso, Roberto Il grillo parlante, Bompiani, Milano, 1983 p. 31.
L'invidioso mi loda senza saperlo.
Gibran, Kahalil Aforismi (sabbia e spuma), Newton Compton, 1993, p. 83.
L'invidioso non muore mai una volta sola, ma tante volte quanto l'invidiato vive salutato dal plauso della gente.
Gracián, Baltasar Oracolo manuale e arte di prudenza. [Roncoroni]
Ci si vanta spesso delle passioni, anche delle più criminose; ma l'invidia è una passione timida e vergognosa che non si osa mai confessare.
La Rochefoucauld, François de Massime, Rizzoli, Milano, 1992, p. 42.
Il segno più sicuro che si è nati con grandi qualità è l'essere nati senza invidia.
La Rochefoucauld, François de Massime, Rizzoli, Milano, 1992, p. 110.
L'invidia è un sentimento che divora chi lo nutre.
Morandotti, Alessandro Le minime di Morandotti (2), Scheiwiller, Milano, 1980, p. 66.
L'invidia è una terribile fonte di infelicità per moltissima gente.
Russell, Bertrand Bertrand Russell dice la sua, Longanesi, Milano, 1982 (1960), p. 114.
CARO TREMONTI, QUESTA ME LA COMPRO IO!
(PORTO PINO, SARDEGNA)


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La Sardegna non ha bisogno di chiudersi in se stessa |
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XENOFOBIA
La fobia, una delle nevrosi individuate dalla psicoanalisi classica che spesso paralizza o ostacola fortemente il contatto, si riferisce alla paura eccessiva ed immotivata nei confronti di un elemento neutro (es. animale, luoghi chiusi) che, a livello inconscio, richiama delle problematiche o dei traumi rimossi. La xenofobia, pertanto, può essere tradotta come "la fobia dello straniero".
Da studi significativi emerge che insegnanti ed educatori spesso non detengono abbastanza conoscenze in riferimento al retroterra culturale dei bambini e giovani stranieri e sembrano anche essere poco motivati ad un vero contatto con l'alterità. Sostanzialmente, invece di dare ai soggetti provenienti da paesi diversi la possibilità di essere se stessi, ossia di interiorizzare le norme ed i valori più consoni allo sviluppo della propria personalità, assumono atteggiamenti distanziati, ostili, discriminatori, fino a raggiungere una posizione di tipo razzista o xenofoba.
La sensazione di non essere presi in considerazione, capiti o rispettati dagli insegnanti, può ingenerare nei soggetti con esperienze multiculturali delle crisi, che spesso accentuano e consolidano ulteriormente il loro ruolo marginale in classe e peggiorano tanto la loro situazione scolastica, quanto quella psichica generale.
Agostino Portera


Sa rinascita dd'agattat bella
chie ingrassadu s'es che mannale
ca falende su capitale
hat promissu su chi non hat dadu
e pro amentu nos hat lassadu
catedrales in su desertu
sa malediscione hat fertu
in Sardigna che carestia
Oje falamus dae Logudoro
dae Barbagia dae Campidanu
et in pari si damus sa manu
pro chi siat s'unione pius forte
ca gherramus pro sa nostra sorte
ca gherramus pro sa nostra vida
o Sardigna como t'ischidas
dae nou nos invadet su moro
Pius forte s'istringat s'unione
de massaios e de pastores
de meccanicos e minadores
totus paris pro su trabagliu
de sos meros a sa zenia
su traballu e s'autonomia
pro chi crescat sa nostra Natzione
Ma dae como a manu nosta
la mandamus a fora a fora
custa classe isfruttadorra
chi in miseria nos han bettadu
et cambiamus custu istadu
de oppressione e de prepotentzia
ca finida es sa passentzia
de sa zente trabagliadora

Procurade 'e moderare
barones sa tirannia
no pius nobiles ma borghesia
cambiada no est s'oppressione
appetigan sa nostra Natzione
prepotentes de tottu sa terra
declaramos dae nou sa gherra
finalmente devimus cambiare
Dae Casteddu a Perdas de Fogu
da Oristanis a Maddalena
sa Sardigna de bombas es piena
de sordados e sottomarinos
e non dan fruttu cussos terrinos
missiles in totue sun creschende
ma non bastat su chi su gosende
oje cheren galu pius logu
Ma sas bases chi andent a fogu
cun tedescos e americanos
canadesos e italianos
bennidos po fagher sa gherra
ca nos inde furan sa terra
nos preparan pro petza e'masellu
ma ischet dare fruttu prus bellu
custa terra cun su traballu
Procurade 'e moderare
potentes sa tirannia
ca faeddades de autonomia
ma no hazis cambiadu s'idea
bos piaghet dinari e cadrea
fisos de sos maressi barones
pius modernos ma sempre ladrone
oje cherimos de l'acabare